Di cosa mi occupo?

Consulenza psicologica
Si tratta di un consulto nel mio studio o online, nel quale esaminiamo e discutiamo insieme la situazione problematica portata. Durante la consulenza valutiamo insieme come procedere: se intraprendere un supporto psicologico, una psicoterapia o se fare un invio ad un/a collega o ad un/a altro/a specialista.
Da tempo collaboro con diverse realtà sia sul territorio sia online, come NutriNeuroMed, ambulatorio di medicina preventiva e neuroscienze.

Supporto psicologico
Il supporto psicologico è un intervento di tipo supportivo. Si articola in colloqui e ha lo scopo di alleviare il disagio momentaneo. Si consiglia un supporto psicologico quando si sta vivendo un momento di difficoltà circoscritto nel tempo.
Mi occupo anche di valutazioni cognitive: un processo diagnostico che ha l’obiettivo di indagare il funzionamento cognitivo. Ci permettono di avere una fotografia della condizione attuale.

Psicoterapia
Nella psicoterapia si lavora a un livello diverso. Essa è rivolta alla risoluzione di sintomi e delle loro cause che possono avere radici anche molto profonde. Come nel caso del supporto psicologico, la relazione terapeutica, la relazione tra terapeuta e paziente, ha un ruolo fondamentale. L’intervento psicoterapeutico può essere integrato, a seconda della necessità, con altre tecniche come ad esempio l’EMDR.

Il mio approccio
“Guardare indietro verso il futuro” (P. Luyten e S. Blatt)
Il mio approccio è psicoanalitico. Non è semplice descriverlo in poche frasi. Il padre della psicoanalisi è Sigmund Freud, tuttavia nell’ultimo secolo le sue idee sono state ampliate e giustamente arricchite da altri orientamenti.
La psicoterapia psicoanalitica si concentra sulle origini dei sintomi, per capire insieme la loro funzione, da dove nascono e offrire uno sguardo diverso sulle cause.
Le parole ci cambiano: la psicoterapia permette una modificazione strutturale grazie alla plasticità del nostro cervello.
La relazione terapeutica è parte fondamentale della cura, la terapeuta offre un modello di relazione sana e questo è profondamente trasformativo.
Aldilà del mio approccio, mi impegno a integrare tecniche e strumenti appartenenti ad altre scuole, aggiornandomi e affidandomi a ciò che emerge dalla letteratura scientifica. Ad esempio, l’EMDR risulta una delle tecniche di elezione per l’elaborazione del trauma. Penso che ogni professionista debba trovare la propria strada, senza sposare un modello a priori, aprendosi a ciò che risulta essere maggiormente utile al/la paziente. Per questo motivo, leggo la storia del/la paziente e del sintomo in chiave psicoanalitica, nonostante io utilizzi strumenti appartenenti anche ad altri approcci.

